da sempre, mentre affondo le mani in un impasto, penso alla mia nonna.

la donna stupenda che, lasciandomi assistere ai suoi gesti, mi ha regalato l’arte di impastare

i suoi gesti erano leeeeenti, amorevoli, profumati…..

oh, era un incanto guardarla!

mai un moto brusco, mai un cedimento alla fretta…..

ogni movimento aveva un ritmo, tutto faceva parte di quella danza squisitamente femminile che è prendersi cura di chi si ama

io, bambina, nella sua cucina passavo le ore incantata ad osservarla;

col suo modo di interpretare le ricette dava vita agli ingredienti, riusciva a farmi innamorare delle melanzane mentre ancora crude si spanciavano sul tavolo della cucina, intenerire da una patata, ingolosire dai biscotti che prendevano forma sotto la sue dita veloci.

…..

quando lei è andata via non sono più riuscita ad entrare nella sua cucina.

all’ora di pranzo vagavo per le via del centro dove mi confortava il cibo di strada,

l’unico cibo a cui riuscivo a concedermi.

e dalla strada ho ricominciato.

da quella piazza di mercato satura di colori e profumi in cui è (ri)sbocciato il mio cuore…..