vivere
(a volte) serve una ricetta per vivere.
questa è la mia.
l’ho scritta.
eccola:
ricetta per vivere
è una preparazione lunga,
la lista degli ingredienti va preparata con cura.
a volte può capitare che un ingrediente non sia disponibile al momento,
e bisogna fermarsi a cercare.
si annota ogni cosa che manca con attenzione, e si rovista.
dalla dispensa si tira fuori ogni dolore, anche quelli con la muffa vanno bene,
si cerca il contenitore adatto per ogni bisogno,
ci si procura la forza di andare avanti, la voglia di cambiare.
si mette tutto davanti a se.
si guarda.
e si guarda.
sino a che non scocca la scintilla che ci fa (ri)conoscere gli ingredienti.
e capire come metterli insieme.
serve un ampio contenitore trasparente;
il vetro pirex è perfetto.
si assemblano gli elementi con delicatezza e si mettono nel recipiente.
se il composto risulta troppo secco lo si può bagnare con la dose di lacrime che ci sembra necessaria.
questa cottura ha bisogno di una fiamma che bruci intensamente.
serve il fuoco dell’amore.
si mette a cuocere mescolando con cura,
è necessario che non restino parti attaccate negli angoli.
nel caso, si riprendono e si riportano verso il centro, sempre mescolando.
il composto deve risultare fluido.
qualunque siano gli ingredienti questo piatto è assolutamente afrodisiaco.
ogni boccone è un invito all’amore.
nel tempo muta di sapore, ma si conserva a lungo.
Settembre 22 . 2007
questa ricetta l’ho scoperta in un momento che rappresenta
la fine di un periodo della vita e l’inizio di uno nuovo.
un pellegrinaggio, difficile, ma finalmente non da sola.
sento l’umanità che viaggia attorno a me,
e ci sono io,
col mio passato.
pieno di dolore, certo.
ma rialzarmi dopo ogni caduta mi ha rafforzato i muscoli
e riemergere dalla disperazione ha ossigenato la mia pelle.
ora, con un po’ di fortuna, potrò mangiare la vita senza perdermi più.
…..e loro vi ricopriranno di coccole!
uova alle coccole
semi di papavero, uova, sale, acqua gassata, burro.
si fa scaldare un padellino e si tostano i semi di papavero facendoli rotolare.
intanto si sgusciano le uova in una coppetta, si salano e si muovono appena con un goccio di acqua gassata, non vanno sbattute, solo mescolate.
nel padellino con i semi di papavero tostati si fa sciogliere un po’ di burro e si versano le uova,
si mescola velocemente con un cucchiaio di legno sino a che l’albume non sia rappreso.
ricetta del primo giorno di Aprile.
PESCE INZUPPATO
inzuppare
è divertente
non bisogna pensarci su
lo si fa e basta.
come più ci piace.
INGREDIENTI
servono due cose:
quello che si vuole inzuppare e in cosa lo si vuole bagnare.
fonduta di pesce
serve la classica pentolina da fonduta.
si prepara un fumetto di pesce con gli scarti del pesce e dei crostacei, sedano, cipolla, carota, prezzemolo, radice di zenzero, pepe, peperoncino.
si fa bollire per un’oretta, lo si filtra e si versa nella pentolina.
filetti di merluzzo, filetti di salmone, code di gamberi, calamari, aragosta, totani.
qualunque sia il vostro pesce preferito, lo si taglia a pezzi e lo si tuffa con l’apposita forchettina nel brodo bollente.
pochi istanti ed è pronto per essere inzuppato in una delle ciotoline colme di salse che lo aspettano.
salsa all’aglio: aglio spremuto, olio d’oliva, salsa di soia dolce, si frulla e si aggiunge aglio a filetti.
salsa al sesamo: tahini (pasta di sesamo), olio d’oliva, salsa di soia dolce, tabasco, dopo aver frullato si aggiungono semi di sesamo tostati.
salsa tartara: tuorlo d’uovo sodo, olio d’oliva, sale e pepe, si frulla un po’ e infine si unisce un cipollotto tritato.
salsa di capperi: capperi sotto sale risciacquati, tuorlo d’uovo sodo, olio d’oliva, aceto balsamico, sale. basta frullare il tutto e aggiungere erba cipollina tagliuzzata.
salsa alle acciughe: filetti di acciughe, foglie di prezzemolo fresco, tuorlo d’uovo sodo, olio d’oliva, succo di limone. si frulla velocemente ed è pronta.

Alessandra De Leonardis è una stilista di origini pugliesi che, dopo aver sofferto per anni di anoressia, è guarita. Ma non basta. E’ passata “dall’altra parte della barricata” e ha scritto un libro di ricette intitolato Morsi d’Amore. Non bastasse, ora organizza anche corsi di “cucina sensuale”. Nel volume (more…)
baciare
non mi serve mettermi a tavola per mangiare baci
abbandono con negligenza le posate
libero il corpo dalla forma della sedia
chiudo gli occhi e ogni boccone è un bacio.
baci al sedano
scelgo coste di sedano lunghe e sode, del gorgonzola e un po’ di mascarpone.
le coste le taglio a pezzetti di circa 5 centimetri,
il mascarpone e il gorgonzola li sbatto insieme sino ad ottenere una spuma
e con questa crema morbida riempio i pezzetti di sedano.
il sedano scattante, l’indolenza del gorgonzola, penso a quel bacio,
arrivato così improvviso, dopo una languida attesa.
baci mozzafiato
uso piccoli peperoncini rossi, tondi e piccanti, carota, ricotta, pecorino di capra grattugiato.
tolgo il gambo ai peperoncini e li svuoto dei semi con un cucchiaino per farli diventare
delle piccole bocche.
unisco alla ricotta il pecorino, mescolo bene e aggiungo la carota grattugiata.
con la crema farcisco i baci di peperoncini.
se mai qualcuno mi darà la stessa sensazione, lo terrò ben stretto!
baci del guardiacaccia
prendo un po’ di funghi champignon, formaggio di capra, salsa al tartufo, limone, pepe in grani.
lavo bene i funghi per togliere tutta la terra, metto a bagno le teste in acqua e limone, trito i gambi fini fini e mescolo al formaggio e alla salsa al tartufo.
le cappelle le sgocciolo e asciugo piano per non sciuparle, quando sono pronte le farcisco con la crema al tartufo e finisco con una macinata di pepe..
si mormora che i baci ardenti dell’amante di Lady Chatterley avessero questo sapore…..
ogni boccone è un bacio
la lingua testa il sapore
le labbra i contorni
succhio, mordo,
riempio la bocca di un sorriso.
…..oggi penso alla mia terra, al sole tiepido, ai mandorli in fiore, al profumo dell’aria che nel mese di Marzo è già satura di Primavera…..
ricetta della nostalgia
mentre questo sottile dolore mi chiama,
il cuore cerca la ricetta che difende nel suo angolo più segreto:
quello che trattiene la memoria dei momenti perfetti,
quando un senso di protezione assoluta cullava il battito.
nel mio cuore c’è una ricetta semplice semplice,
ha dentro il caldo del sole che inondava le mie giornate di bambina,
il profumo di menta che entrava dalle persiane socchiuse,
il colore delle nespole che grondavano dall’albero in cortile,
il sapore della perfezione di quei momenti fuori dal tempo.
è una frittata.
la faccio con due uova, un cucchiaio di panna, un po’ di pangrattato, parmigiano grattugiato, sale, foglie di mentuccia, olio d’oliva e una padellina, piuttosto piccola, col bordo alto e il coperchio trasparente; per permettere alla frittata di gonfiarsi liberamente e a me di goderne lo spettacolo.
divido i tuorli dagli albumi e li mescolo al sale, alla panna, al parmigiano grattugiato e ad una spolverata di pangrattato.
mescolo bene sbattendo un po’.
gli albumi li monto a neve, sminuzzo fra le dita qualche fogliolina di menta e mescolo tutto insieme con un movimento leggero, ritmico, dal basso verso l’alto, per non smontare gli albumi.
metto la padellina a scaldare, aggiungo un cucchiaio d’olio, ruoto appena per ungere
bene il fondo e verso il composto.
aspetto un minuto per far dorare la base, metto il coperchio e abbasso la fiamma al minimo.
il vapore si attacca al coperchio e la frittata inizia a gonfiarsi fra sospiri e ansimi.
sale, sbuffa e ridiscende, sale ancora, pare resti lì e poi si sgonfia di nuovo per ricominciare a sbuffare.
il mio tempo fluisce veloce, diffuso nel tempo necessario alla mia frittata
per raggiungere la perfezione.
la padellina diventa grande, il mio sguardo ora sfiora appena le gambe del tavolo della cucina,
l’orlo di una gonna.
qualcuno chiama il mio nome.
ecco, la frittata è pronta.
è perfetta, calda, gonfia, carica. canta.
spengo la fiamma.
e col cuore che sorride mi preparo a mangiarla.

…..è tanto che non scrivo, sono stata un po’ altrove…..
ritorno con una ricetta che su di me ha un incredibile effetto catartico…..
si ricomincia….!
BUONA PREPARAZIONE A TUTTI
ricetta per il dolore
il dolore, lui,
mi coglie col respiro a metà.
il cuore un passo indietro.
le gambe sbigottite.
non sono pronta.
mi serve tempo:
faccio una conserva.
conserva di peperoncini e cipolle
servono i barattoli per le conserve e un pentolone abbastanza grande da contenerli per sterilizzare.
uso i peperoncini piccanti, la cipolla, pomodoro senza semi, succo di limone, dolcificante, pectina,
un po’ di vino rosso corposo, un pizzico di sale.
metto i barattoli nel pentolone, lo riempio d’acqua e lo metto a bollire.
ci vogliono almeno 15 minuti di bollore perché tutto sia sterile.
intanto preparo la conserva.
la cipolla è l’inizio.
la spoglio, la taglio a metà, poi a fette sottili,
gli occhi bruciano,
riduco le fette a dadini, piccolissimi,
le lacrime cominciano a scorrere.
ora i peperoncini piccanti,
tolgo il gambo, li apro per togliere i semi, ne faccio striscioline,
i peperoncini mi rimandano il loro aroma pungente,
comincio a tagliare le strisce in pezzettini minuscoli,
il profumo aspro ormai mi toglie il fiato.
piangendo e boccheggiando faccio a cubetti il pomodoro.
mescolo le verdure, il vino, le lacrime, il succo di limone, un pizzico di sale e la pectina.
dopo un minuto di bollore aggiungo il dolcificante.
riporto ad ebollizione e lascio cuocere tutto per una manciata di minuti.
l’affanno si è sciolto al calore, asciugo gli occhi,
ora verso la conserva ancora calda nei barattoli, li capovolgo e li lascio raffreddare.
e così il dolore lo metto lì, nella dispensa.
col tempo si addolcirà.
nel frattempo sarò pronta per condirmi.
di questa passione ho scritto nel mio libro
“MORSI D’AMORE”
racconto di ricette, ma è d’amore che parlo
dell’amore fra me e lui: il mio cibo
…..da allora ci amiamo
la nostra passione si consuma sui tavoli…..per terra…..nel letto…..
ogni istante è perfetto per fonderci.
come tutti gli amanti affiatati, abbiamo i nostri riti prediletti
uno di questi è fare le polpette…..
ci costringiamo alla lentezza…..
lui, si adagia sul tavolo e…..
aspetta
io, metto un bel vestito e…..
incomincio.
…..
affondo le mani e…..impasto
lui mi resiste appena…..poi si mescola…..si prepara per me
sa come mi piace sentirlo
…..mi scorre attraverso le dita
mi accarezza i palmi
mi pizzica i polpastrelli…..
io so come gli piace essere impastato…..
lo sfioro appena
lo stringo a tratti
lo afferro con decisione
lo arrotolo fra le mani
lo mordo…..
…..ad una ad una , lentamente, nascono le polpette.
sono tenere, profumate, luccicanti voluttà…..
sono il frutto di questo amore